MODELLO DI SVILUPPO TURISTICO: UN'ALTERNATIVA E' POSSIBILE!!!

data 23 agosto 2010

È stato recentemente affermato che lo sviluppo turistico di Siracusa passa attraverso la costruzione dei villaggi turistici.
Sarà forse l'aggettivo “turistici” a dare questa sensazione di sviluppo o le promesse di lavoro di chi ha tutto l’interesse a portare avanti tali forme di neocolonialismo da terzo mondo, ma la realtà ci mostra una politica di sviluppo basato più su luoghi comuni che su dati oggettivi.
Siamo tutti per uno sviluppo turistico reale, sostenibile e duraturo di Siracusa.
Esistono numerose altre alternative ai villaggi turistici ed è qui che vogliamo parlarne alla luce dell’accresciuta attenzione all’argomento da parte della cittadinanza (cosa senz’altro già declamabile come una vittoria civile).
Essere contro la costruzione di 7 villaggi turistici a ridosso delle coste della Pillirina, Ognina, e Gallina non vuol dire essere contro lo sviluppo della nostra città.
Gli stessi dati ISTAT a cui già si è fatto cenno, ne dimostrano l’insostenibilità sotto molti aspetti, e non su base previsionale, bensì sull'analisi delle esperienze passate nel nostro territorio. Dati storici reali, che non possono in alcun modo essere soggetti all'accusa di basarsi su delle previsioni passibili di diversa evoluzione, col rischio di essere tacciati di scarso senso della realtà.
Oltretutto un tale sviluppo si colloca in posizione contraria alle leggi preposte alla tutela ambientale che non desideriamo rimarcare nuovamente, poiché urge essere costruttivi e propositivi, e non dare alibi a chi si ostina a dipingerci come il partito del NO ( non siamo neanche un partito).
La letteratura offre già delle interessantissime proposte alternative di sviluppo sostenibile, oltre all’ormai famoso caso, già apparso sul Corriere della Sera, del porto di Trieste comparato al marasma in cui giace quello di Siracusa.
Perché non tentare la via della riqualificazione dei quartieri degradati del centro storico mediante la creazione di un consorzio di albergatori che possa usarli come strutture ricettive diffuse all’interno del territorio cittadino e non separate e isolate come nel caso dei villaggi turistici?
Non sarebbe necessario aggiungere un metro cubo di cemento armato all’esistente, si muoverebbe un indotto dalle dimensioni facilmente immaginabili per la necessaria adozione di standard qualitativi dignitosi a partire dal recupero del fatiscente.
Un tale consorzio potrebbe assumersi, in compartecipazione con l’ente locale, anche l’onere del decoro del patrimonio culturale (diversamente dalle grandi industrie, che di quest’azione possono solo farne un mezzo di propaganda, perseguendo per loro natura, attività contrarie alla conservazione dell’ambiente e della cultura) oltre alla promozione di eventi e manifestazioni.
Una tale configurazione renderebbe possibile anche la creazione delle auspicate nuove aree verdi nel comprensorio siracusano situato al 118 posto su 120 comuni italiani, per verde pubblico.
Tutto ciò porterebbe parecchi posti di lavoro stabili nel territorio, a differenza dei villaggi turistici per i quali la manodopera (manovali, geometri, ingegneri) e l’indotto locale sono utilizzati solo nella fase di realizzazione che si esaurisce nell’arco di soli due anni, lasciando successivamente il posto a piccoli lavori stagionali per pochi fortunati che non risolvono affatto il problema occupazionale nella nostra città.
Pur nelle circostanze di ristrettezza in cui si è avviata, l’adozione dei monumenti recentemente promossa dalla Soprintendenza di Siracusa, potrebbe essere il punto di partenza per una riqualificazione, che partendo da un piccolo comprensorio si estenda pian piano al resto della Provincia, interessando anche la parte della cittadinanza meno attenta a questi problemi.
Iniziative del genere sono già state avviate con successo in Italia, ad esempio a Santo Stefano di Sessanio, in Abruzzo: un paesino di montagna praticamente abbandonato e fatiscente dove la parola chiave oggi si chiama “Albergo diffuso” (www.sextantio.it).
Il paese è letteralmente rinato, la sua popolazione è passata da 70 abitanti ad una media annuale di 7300 presenze e la quotazione delle case si è moltiplicata di 20 volte.
Questo piccolo esempio serve a rimarcare che riqualificare il tessuto urbano già esistente è possibile e può essere la chiave per uno sviluppo intelligente e duraturo.
La nostra non vuole essere un’accusa all’amministrazione ma un incentivo a voler rivedere lo sviluppo della nostra città alla luce delle nuove tendenze in tema di turismo, sempre più orientate verso forme di turismo sostenibile. Nell’era della globalizzazione tendente ad uniformare tutto e tutti ad uno standard comune, sono sempre più le persone ed i turisti nel mondo alla ricerca di luoghi unici ed identificativi di popoli e culture.
Proposte come quella appena enunciata, fatte da un gruppo eterogeneo come SOS-Siracusa all’interno del quale convivono giovani e meno giovani, cittadini di destra e di sinistra, avvocati, ingegneri, agronomi, architetti, vogliono essere da sprone e da esempio da seguire per uno sviluppo serio e duraturo della nostra città. Come SOS-Siracusa cercheremo in queste settimane di essere quanto più propositivi possibile, per sfatare il mito dei negazionisti schierati contro lo sviluppo del turismo a Siracusa fornendo delle alternative reali. Ma noi possiamo solo proporre e “dire” ma il “fare” spetta a chi governa e programma lo sviluppo della nostra città, e si sa che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ma nel caso di Siracusa ci sono di mezzo anche le coste, il verde, le zone archeologiche e tutti quei luoghi della memoria di noi Siracusani che rischiano di scomparire sotto tonnellate di cemento.

Video:
SIRACUSA - BENVENUTI NELLA CITTA' DEL CEMENTO
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  • La spiaggetta della Pillirina (Punta della Mola, Plemmirio)

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I commenti sono chiusi
commento commento di Iris del 23-08-2010 ore 13:00:03

non penso che un 'albergo diffuso' sarebbe un'alternativa ad un villaggio turistico. chi vuole un villaggio, cerca animazione, piscine etc. ma forse non serve quest'alternativa. ma non mancano i posti letto a siracusa, si sono moltiplicati negli ultimi 10 anni, mancano i servizi...!!! tutta la provincia é piú sporca ed inquinata che mai, non ci sono mezzi pubblici veramente funzionanti (provate andare con un bus a fontane bianche o arenella, magari a settembre - o anche solo da ortigia al teatro greco), uffici informazioni che nessuno trova (cartelli indicano ancora quello in via s. sebastiano) e quando li trovano sono spesso chiusi, negozi in ortigia chiusi per 4 ore pausa pranzo (posso -forse- capire ad agosto, ma non in primavera, quando la cittá é strapiena di turisti in circuito per la sicilia che si fermano per solo 6 ore), tutte le attivitá si concentrano ad agosto, quando il clima ci permetterebe una stagione di almeno sette mesi (vedi maiorca, creta) .... e tant'altro...