"MARINA DI ARCHIMEDE": RIQUALIFICARE L'ESISTENTE, ECCO LA SFIDA

data 31 agosto 2010

Continuando sulla linea propositiva che ci ha visto promotori di una idea di sviluppo alternativa ai villaggi turistici, quale quella della realizzazione di un “albergo diffuso” a Siracusa, ripristinando quartieri come Ortigia e la Borgata senza aggiungere un mq di cemento in più all’esistente, ed in relazione al progetto e alla realizzazione del porto turistico “Marina di Archimede” di Siracusa condividiamo in pieno l’idea dell’ing. Umberto di Marco che qualche giorno addietro scriveva sui giornali:
« Si chiama "Marina di Archimede" ma di Archimede nel progetto del porto turistico di Siracusa c'è ben poco, è destinato ad accogliere dalle 300 alle 400 mila persone l'anno, ma non penso sarà scattata mai una foto». Ed invece il porto potrebbe essere di più. «Potrebbe essere un elemento di comunicazione del territorio – spiegava Di Marco –. Come il teatro greco in foto attira i turisti, allo stesso modo un'architettura ispirata ad Archimede potrebbe attirare i visitatori da tutto il mondo. Parlo di persone che attratte da Archimede scelgono Siracusa».
Di Marco ha quindi elaborato un suo progetto o come dice lui «solo qualche schizzo, che richiamano al genio di Archimede, alle sue invenzioni. In questo modo quando i turisti arriveranno al porto, con le piccole imbarcazioni, ma soprattutto sulle navi da crociera, entreranno in questo racconto fatto di cultura».
Tra le tante strutture ispirate alle invenzioni di Archimede, Di Marco ipotizzava la realizzazione di una struttura ricreativa simile al Bigo di Genova progettato da Renzo Piano, utilizzando l'argano e il paranco, tutti sistemi moltiplicatori di forze inventati da Archimede oltre ad un ascensore panoramico alto 40 metri che dominasse Ortigia, il porto grande ed il porto piccolo. Tante idee che come SOS-Siracusa condividiamo a pieno pur rimanendo convinti che l’interramento di quasi 50.000 mq di mare all’interno del porto grande dovevano e potevano essere evitati mediante l’utilizzo di pontili galleggianti e che l’idea da seguire è e rimane sempre quella di ristrutturare e riutilizzare l’esistente, così come è stato per il porto di Genova, menzionato dallo stesso ingegnere. Li le nuove banchine (realizzate in occasione delle Colombiadi) sono state realizzate riqualificando quelle esistenti e risalenti all’antica Repubblica Marinara, mantenendole fruibili dal pubblico insieme alla casa di Cristoforo Colombo.
Riutilizzando i vecchi magazzini del cotone di fine ‘700 ed il Forte dei tempi del Doria, sono riusciti a ricavarne un cinema ed un centro congressi, senza aggiungere un solo mq di cemento in più all’esistente.
Hanno creato un museo, l’acquario (l’acquario di Genova è uno dei più famosi al mondo), una enorme serra, lasciato alla fonda il brigantino “NEPTUNE” per istituire un percorso sulla storia del mare e dei marinai, oltre alla realizzazione del famoso Bigo di Renzo Piano.
Così come il porto di Genova (nonostante sia stato rovinato dalla realizzazione del viadotto che lo attraversa e ne deturpa l’aspetto) è stato concepito attuando delle misure compensative che ne conservassero e preservassero la storia e la connotazione del porto stesso senza il quale Genova non avrebbe lo stesso afflusso di turisti che ha oggi, allo stesso modo qui a Siracusa, sarebbe auspicabile la realizzazione di un progetto come quello appena descritto ispirato al grande genio di Archimede unito alla concreta volontà di bloccare qualunque ulteriore progetto che preveda la cementificazione e il riempimento di quel grande specchio d’acqua che è il porto grande di Siracusa, sotto il quale giacciono ancora le navi che lo stesso Archimede affondò bruciandone le vele con i suoi “specchi ustori” dall’alto del Castello Eurialo.

Video:
SIRACUSA - BENVENUTI NELLA CITTA' DEL CEMENTO
  • Archimede in un dipinto di Domenico Fetti (1620)
  • Una stampa che riproduce l'uso degli specchi ustori durante l'assedio romano a Siracusa

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