VILLAGGI TURISTICI...NO GRAZIE, MEGLIO RECUPERARE L'ESISTENTE ED ECCO COME FARE!!!

data 09 febbraio 2011

ImageProporre e portare avanti interventi come “l’albergo diffuso” attuabile mediante il recupero delle case esistenti in aree fatiscenti e abbandonate interne alla città da sostituirsi alle mega strutture dislocate altrove, quali sono i Villaggi Turistici, è una politica da attuare subito e la stessa Regione Siciliana sembra avere recepito il messaggio con l’approvazione di un bando, con cui la Regione stanzia 25 milioni di euro per la riqualificazione e all’ampliamento dell’offerta ricettiva turistica. Un nuovo bando destinato ad aree rurali, centri storici e borghi marinari con contributi fino a 5 milioni di euro, per le piccole e medie imprese che investano in progetti di recupero, riqualificazione, ampliamento o riattivazione di strutture abbandonate. “L’attenzione”, recita il bando, “è rivolta in particolare agli edifici di pregio storico specie se nelle vicinanze di siti archeologici inseriti nel piano paesistico, ai centri storici, e ai borghi marinari”. Ecco che quella che a detta di qualcuno sembra una parolaccia, un pericolo per lo sviluppo della città, il pericoloso e dannoso “Piano Paesistico”, diventa un criterio selettivo a cui destinare i fondi regionali per lo sviluppo turistico di una città.
Quella dell'albergo diffuso è una proposta concepita per offrire agli ospiti l'esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri - accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti - alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal «cuore» dell'albergo diffuso, che diventa anche un modello di sviluppo del territorio senza alcun impatto ambientale.
Per dare vita a un albergo diffuso, infatti, non è necessario costruire ex novo: ci si limita a recuperare e ristrutturare l'esistente, animando i centri storici, stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell'offerta. «E noi, che di borghi ne abbiamo ben 3 (Ortigia, Borgata di Santa Lucia, Borgo Sant'Antonio), in parte o del tutto abbandonati, non possiamo continuare a fidarci di chi si ostina a dire che il futuro è nella speculazione edilizia e nella digestione di sempre nuovo territorio e non sfruttare un’occasione d’oro come questa servitaci su un piatto d’argento che porterebbe lavoro e sviluppo turistico-economico a Siracusa.

Continua….(leggi tutto il comunicato allegato)

Download: Comunicato SOS Siracusa 07.02.2011

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