PRESENTATO AL COMUNE IL PROGETTO VILLAGGIO TURISTICO DELLA PILLIRINA

data 21 gennaio 2011

ImageCome un fulmine a ciel sereno è giunta a noi la notizia secondo la quale è stato presentato agli uffici comunali il progetto per la realizzazione al Plemmirio del villaggio turistico della Pillirina.
Se da un lato la forte mobilitazione popolare e le 50 associazioni aderenti al movimento SOS Siracusa hanno con la loro azione permesso che lo stesso consiglio comunale sottoscrivesse la necessità di apportare delle varianti all’attuale strumento urbanistico (PRG) in merito alle aree della Pillirina e delle Mura Dionigiane preservando due delle aree più belle e più a rischio della nostra città,dall’altro lato c’è chi da tempo ha deciso di vendere a stranieri la nostra terra offrendola in cambio di un illusorio e sciocco sviluppo!
C’era da aspettarselo che , in vista dell’applicazione delle norme di salvaguardia del piano Paesaggistico, che di fatto metterebbero al sicuro tali zone da eventuali azioni di speculazione edilizia, i signori del cemento e della mortificazione ambientale avrebbero deciso di cambiare marcia e di puntare dritti al loro scopo dimenticando che già adesso entro i 300 m dalla costa, Piano o no, il D.Lvo 42/04 impone per legge nazionale il vincolo paesaggistico e l'inedificabilità, salvo motivi contingenti di interesse nazionale (e un villaggio turistico crediamo non abbia questi stringenti motivi).

SOS Siracusa si è sforzata nell’offrire soluzioni reali di sviluppo economico e turistico alla città, chiedendo a chi ha il potere economico e decisionale di puntare su maggiori servizi, sulla rivalutazione dell’esistente, sull’utilizzo di strategie turistiche come quella dell’albergo diffuso da sostituirsi ai villaggi turistici. Soluzioni pertinenti specialmente adesso in questo stato di forte crisi che vede chiudere gli alberghi già esistenti (vedi Park Hotel), vendere i villaggi turistici per mancati proventi (vedi Arenella Resort), fallire centri commerciali prima che siano inaugurati (vedi outlet di Melilli), rimanere invendute centinaia di nuove case e ville bifamiliari (vedi Epipoli, Tremilia, Isola, Città Giardino) .
Con un passato macchiato da oltre 50 anni di industrializzazione selvaggia e abusivismo edilizio, il nostro territorio rischia di finire distrutto dal cemento e con esso anche ogni speranza di rilancio economico-turistico di Siracusa.
Un villaggio turistico alla Pillirina, cancellerà l’ultimo baluardo di terra vergine della nostra costa dal quale è ancora possibile ammirare il tramonto sul mare di Ortigia e con esso perderemo tutti i tesori archeologico-naturalistici che ,se rivalutati e collegati alla città, rappresenterebbero un volano per la nostra economia turistica. Oggi il settore turistico nella nostra città,patrimonio dell’Umanità, è relegato al 2% del PIL siracusano, fatto che rende l’idea su quanto sia possibile ancora fare per incrementare i flussi turistici nella nostra città ricca solo di uno spropositato numero di posti letto e priva totalmente di qualunque tipo di servizio; dai punti di informazione, ai trasporti urbani alla semplice cartellonistica.
Ma speculare sul cemento è semplice e la favola dei posti di lavoro crea sempre qualche dubbio sulla bontà dell’azione che potrebbe essere facilmente smontata se solo ci guardassimo intorno accorgendoci che le uniche cose di cui siamo già stracolmi sono Case Cooperative, Centri Commerciali, Villaggi Turistici e Porti Turistici (ne sono previsti 3).
Coloro che auspicano questo “progresso” legato al cemento si sono mai chiesti che cosa vengono mai a guardare ed a cercare i turisti a Siracusa?
E’ giunto il momento che ognuno di noi si ponga questa domanda e prenda coscienza di cosa è Siracusa prima di farsela sfilare da sotto le mani.
In questi mesi di informazione siamo riusciti, grazie all’aiuto di Enzo Maiorca ,di illustri personaggi ed dei tanti cittadini, a coinvolgere la nostra amministrazione ed a portarla a assumere convincimenti eco-compatibili ed eco-sostenibili .Adesso hanno la possibilità di dimostrarlo non consentendo un simile scempio naturalistico anche alla luce del fatto che:

- considerate le dimensioni della struttura e la vicinanza al sic, il progetto dovrà sicuramente essere sottoposto a Valutazione d'Impatto Ambientale, a Valutazione d'Incidenza, a V.A.S. e all'art. 11 del D.Lvo 152/06 (annullabilità per violazione di legge di tutti i progetti che ne sono soggetti e non ce l'hanno), alla parte III all. B del D.vo 152/06 che ha permesso di mettere ko il caso Acquamarinaclub2, oltre a ottenere il nulla osta della Soprintendenza, che contiamo faccia il suo dovere;
- è anche il caso di citare il R.D. 3267/23, ancora in vigore, per le costruzioni sugli scogli, che vieta qualunque edificazione per vincolo idrogeologico;
- va evidenziato poi il fatto che il vincolo di bene di interesse storico-culturale per la Batteria Emanuele Russo (presente a Punta della Mola,all’intero dell’area interessata dal progetto) è già sussistente perchè, come da art. 12 del D.Lvo 42/04, l'interesse storico viene apposto in automatico passati i 50 anni di età del fabbricato di proprietà statale (una batteria costiera lo è);
- inoltre nessuno può pensare seriamente di completare un iter autorizzativo tanto complesso in pochi mesi magari tentando di mettere sotto pressione (come è accaduto per open land) l'amministrazione e gli uffici agitando davanti all'opinione pubblica la minaccia di un risarcimento milionario in caso di modifica della destinazione urbanistica che di fatto è già stato smentito dalla legge e da 14 dei più illustri avvocati siracusani.
Le leggi ci sono già, il Piano Paesaggistico ed il PRG sono solo strumenti, ma forse qualcuno ha la memoria corta o fa finta di non conoscerle e noi saremo sempre pronti a ricordarle.
Siracusa è sacra ed i Siracusani onesti , non devono farsi scoraggiare.
Dobbiamo evitare che i novelli cementificatori e gli speculatori di sempre , mettano a segno il colpo finale e mortale contro la nostra Città.
Chiediamo inoltre ai costruttori onesti, a coloro che hanno il buon senso di capire che ristrutturare le case degradate dei nostri quartieri storici ridonando la vita alla città e dando lavoro ai siracusani è meglio di clonare certe mostruosità turistiche, a prendere posizione insieme a noi cittadini e associazioni in quella che non è una lotta di parte tra ambientalisti e costruttori ma tra chi ama la propria città e il bene comune e chi ama solo il proprio tornaconto ai danni non solo dell’ambiente ma della sua stessa identità!


Download: Comunicato stampa SOS Siracusa 21.01.2011

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